Nel fervente panorama degli Oscar 2025, si assiste a una corsa sorprendentemente incerta tra titoli controversi e capolavori acclamati. Le candidature spaziano da opere che hanno segnato tappe importanti come “Anora” di Sean Baker a produzioni audaci come “The Brutalist” e “Conclave”, passando per film sperimentali e storie di forte impatto emotivo. I vari concorrenti, fra cui “A Complete Unknown”, “Dune – Parte due”, “Emilia Pérez”, “Io sono ancora qui” e “The Substance”, alimentano discussioni animate tra critici e appassionati. La competizione si fa serrata anche grazie alle vittorie pregresse ai premi internazionali e ai riconoscimenti dei gruppi di settore, lasciando ben poche certezze sulla scelta finale del vincitore.
Premi principali: Miglior Film e Regista
La lotta nella categoria del miglior film è diventata uno scenario in continua evoluzione. Fin dall’inizio, nessun titolo è sembrato emergere come inarrestabile, con ogni opera che ha mostrato i propri punti di forza. “The Brutalist” ha conquistato i cinefili grazie a una narrazione raffinata, mentre “Conclave” ha saputo strappare il favore del pubblico, diventando un audace outsider. Il film “A Complete Unknown” aveva promesso una rimonta inaspettata, ma il clamoroso successo di “Emilia Pérez”, seguito poi dallo scandalo legato a una figura controversa, ha riaperto la gara. Nel weekend dei PGA e dei DGA Awards, “Anora” ha raccolto premi significativi, rafforzando la sua posizione. Il regista Sean Baker, autore del film vincente della Palma d’oro, ha ora raccolto lodi per il suo contributo al cinema indipendente, in una sfida che vede sfidarsi anche talenti come Brady Corbet, protagonista di opere epiche a basso budget, evidenziando una battaglia a due piazze che renderà questa edizione degli Oscar particolarmente combattuta.
Performance Attoriali e Riconoscimenti
Le categorie attoriali si presentano come il cuore pulsante della competizione. In quello che riguarda il miglior attore, Adrien Brody si distingue come favorito costante nonostante la concorrenza agguerrita di Timothée Chalamet, che ha raccolto consensi in seguito a una nomination sorprendente per “A Complete Unknown”. Al contempo, colossi come Colman Domingo, Ralph Fiennes e Sebastian Stan hanno suscitato interpretazioni che hanno diviso critici e pubblico. Per quanto riguarda la migliore interpretazione femminile, il duello tra Demi Moore e Mikey Madison è particolarmente acceso: Moore ha dominato le categorie grazie a vittorie ai Golden Globe e SAG Awards, mentre Madison ha incanalato il sostegno dei BAFTA, rendendo la corsa ancora più difficile. Altre candidata note come Cynthia Erivo, Karla Sofía Gascón e Fernanda Torres offrono spunti di riflessione su una competizione sempre più integrata e diversificata, in cui ogni interpretazione diventa fondamentale per definire l’identità di quest’edicola stagione degli Oscar.
Sceneggiatura, Documentari e Aspetti Tecnici
Le categorie di sceneggiatura si sono trasformate in veri e propri termometri della creatività cinematografica. Nella sezione delle sceneggiature non originali, il dibattito si accende tra “Conclave” con la sceneggiatura di Peter Straughan, “A Complete Unknown” firmata da James Mangold e Jay Cocks, “Emilia Pérez” con il contributo di Jacques Audiard e collaboratori, “Nickel Boys” e “Sing Sing”. Parallelamente, nelle sceneggiature originali, “Anora” scritta da Sean Baker è in vantaggio rispetto ad altre proposte come quella de “The Brutalist”, “A Real Pain”, “September 5” e “The Substance”. I documentari non sono da meno: “No Other Land” guida il gruppo nonostante le incertezze suscitando confronti con titoli come “Black Box Diaries”, “Porcelain War”, “Soundtrack to a Coup d’Etat” e “Sugarcane”. Le battaglie si estendono anche al campo dell’animazione e del cinema internazionale, con candidature come “Flow”, “Inside Out 2”, “Memoir of a Snail”, “Wallace & Gromit – Le piume della vendetta”, “Il robot selvaggio” e opere provenienti da Brasile, Danimarca, Francia, Germania e Lettonia. Questa pluralità di candidature mette in luce l’ampio respiro creativo della stagione, rendendo ogni previsione un esercizio di raffinata analisi critica.
Nel comparto tecnico e nei cortometraggi, l’attenzione si sposta su dettagli capaci di definire un’intera opera. Tra le categorie tecniche, la miglior fotografia vede come forte favorito “The Brutalist”, grazie al lavoro del direttore della fotografia Lol Crawley, mentre Greig Fraser e altri nomi di rilievo sono in corsa con “Dune – Parte due”, “Emilia Pérez”, “Maria” e “Nosferatu”. I costumi di “Wicked” sono applauditi per la loro evocativa capacità di trasportare lo spettatore in epoche passate, mentre il montaggio di “Conclave”, apprezzato ai BAFTA, si contrappone a tagli innovativi proposti in “Anora” e “The Brutalist”. La sfida continua per i premi al trucco e all’acconciatura, alla colonna sonora e alla canzone originale, con candidature che spaziano da “The Substance” a “Il robot selvaggio”, fino ad arrivare a proposte musicali guidate da compositori noti. Infine, il comparto dei cortometraggi si suddivide in documentari intensi come “Incident”, corti live action pieni di attualità e animazioni originali come “Beurk! (Yuck!)”, capaci di concludere con efficacia questa edizione degli Oscar, mettendo in risalto una narrativa visiva e sonora di forte impatto.