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Horror sottovalutati: cinque film da riscoprire nel panorama cinematografico

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Il genere horror ha sempre suscitato reazioni contrastanti, oscillando tra opere di grande valore e produzioni che rischiano di cadere nel trash. Molti film, purtroppo, non hanno ricevuto l’attenzione che meritano al momento della loro uscita, ma con il passare del tempo si sono rivelati veri e propri gioielli. In questo articolo, esploreremo cinque film horror che, nonostante le difficoltà iniziali, meritano una seconda chance per essere apprezzati dal pubblico.

La setta: un cult dimenticato del cinema italiano

“La setta”, diretto da Michele Soavi e scritto da Dario Argento, è un’opera che rappresenta un angolo oscuro del cinema horror italiano degli anni ’90. La trama ruota attorno a una giovane donna che si ritrova coinvolta in un culto satanico dalle radici ancestrali, con la possibilità di dare alla luce l’Anticristo. Questo film si distingue per il suo stile surreale e onirico, evocando l’atmosfera del miglior horror gotico italiano.

La pellicola affronta il tema del male in modo audace, mescolando elementi di suspense e terrore psicologico. La regia di Soavi riesce a creare un’atmosfera inquietante, mentre la sceneggiatura di Argento offre spunti di riflessione sulla natura del male e sulle sue manifestazioni. Nonostante la sua accoglienza fredda al momento dell’uscita, “La setta” ha guadagnato nel tempo un seguito di cultori, che ne apprezzano la complessità e la capacità di spaventare in modo sottile.

Baskin: un viaggio nell’incubo turco

Il cinema horror turco è spesso trascurato, ma “Baskin”, diretto da Can Evrenol, rappresenta un’eccezione notevole. Questo film narra la storia di un gruppo di poliziotti che, rispondendo a una chiamata, si ritrovano in una casa isolata che si rivela essere il covo di un culto esoterico. La pellicola è un mix di horror psicologico e body horror, caratterizzata da immagini disturbanti e un’atmosfera opprimente che richiama il lavoro di Clive Barker.

“Baskin” si distingue per la sua capacità di trasmettere un senso di angoscia crescente, mentre i protagonisti si immergono in un incubo lovecraftiano. La regia di Evrenol è audace e visivamente accattivante, portando lo spettatore a esplorare le profondità del terrore. Nonostante il suo arrivo silenzioso nelle sale, il film ha trovato una sua audience tra gli appassionati del genere, che ne riconoscono il valore artistico e narrativo.

February: l’innocenza che cela il male

“February”, opera prima di Oz Perkins, è un horror da non perdere, ambientato in un freddo collegio femminile. La storia segue due ragazze che, durante le vacanze invernali, si ritrovano sole in un luogo dove il male si sta risvegliando. La pellicola si distingue per il suo ritmo lento e ipnotico, creando un’atmosfera di crescente inquietudine.

Le interpretazioni di Emma Roberts e Kiernan Shipka sono particolarmente efficaci, contribuendo a rendere la trama di possessione demoniaca ancora più disturbante. Nonostante la sua iniziale indifferenza da parte del pubblico, “February” è stato riscoperto nel tempo come un piccolo capolavoro dell’horror, capace di esplorare le paure più profonde e le dinamiche interpersonali in modo originale.

The Dark and the Wicked: la follia familiare

Bryan Bertino, noto per il suo lavoro in “The Strangers”, dirige “The Dark and the Wicked”, un horror psicologico che esplora la discesa nella follia di due fratelli tornati nella casa di famiglia per assistere il padre morente. Tuttavia, scoprono che una presenza maligna si è insediata nella loro vita, portando a un crescendo di terrore e paranoia.

La regia di Bertino è caratterizzata da un approccio minimalista, che amplifica il senso di impotenza e inquietudine. “The Dark and the Wicked” si distingue per la sua capacità di creare un’atmosfera opprimente, rendendo il pubblico complice della crescente angoscia dei protagonisti. Nonostante non abbia ricevuto il riconoscimento che meritava al momento dell’uscita, il film ha trovato una sua audience tra gli appassionati di horror, apprezzato per la sua profondità psicologica e il suo impatto emotivo.

Il tocco del male: possessione e crimine

“Il tocco del male”, diretto da Gregory Hoblit, è un thriller soprannaturale che combina elementi demoniaci e polizieschi. La trama segue un detective, interpretato da Denzel Washington, che indaga su una serie di omicidi misteriosi. Una volta che il colpevole è morto, una presenza oscura inizia a perseguitarlo, rendendo la sua vita un incubo.

Questo film si distingue per la sua esplorazione della possessione attraverso il crimine, offrendo una visione inquietante del contagio mentale e spirituale. La performance di Washington è particolarmente intensa, contribuendo a creare un’atmosfera opprimente e disturbante. Nonostante la sua iniziale ricezione fredda, “Il tocco del male” merita una seconda occasione, soprattutto per la sua capacità di affrontare temi complessi legati alla natura del male e alla fragilità della mente umana.

In un panorama cinematografico ricco di opere dimenticate, questi film horror rappresentano occasioni imperdibili per gli appassionati del genere, pronti a scoprire storie che, sebbene inizialmente sottovalutate, hanno molto da offrire.

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Luigi Gigli

Luigi Gigli

Sono Luigi Gigli, critico d'arte, scenografo e amante del mondo dello spettacolo. Mi appassiona tutto ciò che ruota intorno a gossip, serie TV, film e programmi televisivi. Con il mio background in video editing e scenografia, analizzo e racconto con uno sguardo unico le tendenze e i dietro le quinte di questo affascinante universo.

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