Il cinema italiano si arricchisce di una nuova proposta con “Il complottista”, il lungometraggio d’esordio di Valerio Ferrara, che debutta nelle sale il 2 aprile. Questa commedia, che esplora il mondo dei complottisti attraverso la lente dell’umanità e delle relazioni familiari, è già in tour per l’Italia grazie a PiperFilm. Il film, che si basa su un cortometraggio vincitore al Festival di Cannes, promette di intrattenere e far riflettere il pubblico.
La trama di “Il complottista”
“Il complottista” segue le vicende di Antonio, un barbiere che si lascia coinvolgere dalle teorie del complotto che legge online. Nonostante le sue convinzioni stravaganti, come quella che i lampioni comunichino messaggi segreti in codice Morse, la sua famiglia e i suoi amici non lo prendono sul serio. La situazione cambia drasticamente quando la polizia irrompe nella sua vita, arrestandolo e mettendo in discussione la sua credibilità. Questo evento segna un punto di svolta per Antonio, costringendolo a confrontarsi con la sua identità e il modo in cui è percepito dalla società.
Il film è frutto di una collaborazione tra Elsinore e Wildside, con una sceneggiatura scritta da Ferrara insieme a Alessandro Logli e Matteo Petecca. Il cast include attori di spicco come Fabrizio Rongione, Antonella Attili, Antonio Gerardi, Roberto De Francesco ed Ernesto Mahieux, ognuno dei quali porta una dimensione unica ai propri personaggi.
Un viaggio nella mente del complottista
Valerio Ferrara, in un’intervista, ha descritto il suo cortometraggio come il punto di partenza per esplorare un tema poco trattato nel cinema: la vita dei complottisti come esseri umani. Ferrara ha voluto dare una voce a questi personaggi, mostrando le loro fragilità e vulnerabilità, piuttosto che ridurli a semplici caricature. La scelta di raccontare la storia attraverso la commedia di caratteri è un chiaro omaggio alla tradizione della commedia all’italiana, che ha spesso messo in luce figure marginali e complesse.
Il regista ha sottolineato come il complottista rappresenti una figura contemporanea, spesso vista con sospetto e derisione. Attraverso il suo film, Ferrara intende umanizzare questo personaggio, rendendolo accessibile e comprensibile al pubblico. La commedia, infatti, serve a creare un legame empatico con Antonio, permettendo agli spettatori di vedere oltre le sue eccentricità.
La scelta del cast e il ruolo di Fabrizio Rongione
Fabrizio Rongione, noto per il suo lavoro nel cinema belga e francese, interpreta il ruolo di Antonio. Questa è la prima volta che Rongione si cimenta in un ruolo da protagonista in una commedia, dopo anni trascorsi a recitare in drammi. Ferrara ha scelto Rongione per la sua capacità di incarnare l’uomo comune, un aspetto fondamentale per il personaggio di Antonio. La scelta di un attore con una carriera seria e drammatica per un ruolo comico è stata deliberata, poiché Ferrara voleva sfuggire ai cliché associati ai film di commedia.
Il regista ha spiegato che il complottista può essere chiunque, e Rongione riesce a rappresentare questa idea, mostrando come anche le persone più ordinarie possano trovarsi coinvolte in teorie stravaganti. La sua interpretazione offre una nuova prospettiva su un personaggio che, pur essendo visto come un outsider, ha una storia e una vita interiore ricca e complessa.
La realizzazione e la promozione del film
La produzione di “Il complottista” ha comportato diverse fasi, dalla scrittura al montaggio, fino alla promozione. Ferrara ha evidenziato l’importanza della fase promozionale, spesso trascurata, che può influenzare notevolmente il successo di un film. Per “Il complottista”, il team ha ideato strategie promozionali innovative, tra cui la creazione di una pagina social dedicata a teorie del complotto che ha attirato l’attenzione di un vasto pubblico.
La scrittura è stata una fase particolarmente apprezzata da Ferrara, che ha sempre partecipato attivamente alla creazione delle sceneggiature. Tuttavia, ha anche trovato grande soddisfazione nella regia, dove ha potuto dare vita alla sua visione creativa. Il montaggio, sebbene più solitario, ha rappresentato un momento cruciale per rifinire il film, che è stato girato in un tempo relativamente breve, con un cast numeroso e in diverse location.
“Il complottista” si presenta come un’opera che, attraverso la risata e la riflessione, invita il pubblico a considerare le complessità della vita moderna e le sfide dell’essere umano nel contesto attuale.
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