Il documentario “Slauson Rec“, diretto da Leo Lewis O’Neil, esplora la storia della scuola di recitazione gratuita fondata da Shia LaBeouf nel 2018 presso lo Slauson Recreation Center di Los Angeles. Attraverso 800 ore di filmati, il progetto rivela non solo l’ascesa di questa iniziativa, ma anche le controversie legate al comportamento dell’attore, inclusi episodi di violenza fisica. Il film offre uno sguardo intimo e crudo su un’esperienza che ha segnato la vita di molti partecipanti.
La nascita della scuola di recitazione
Nel settembre 2018, Shia LaBeouf ha presentato al pubblico il suo collettivo teatrale attraverso un video su Twitter. L’attore ha invitato chiunque fosse interessato a partecipare, sottolineando che non era necessario avere esperienza nel campo della recitazione. “Non devi essere un attore; non devi aver mai pensato di essere un attore. Tuttavia, dovete avere una storia che siete disposti a condividere”, ha dichiarato LaBeouf. Questo approccio inclusivo ha attratto un numero considerevole di aspiranti attori, desiderosi di esprimere le proprie esperienze e di esplorare il mondo della recitazione.
LaBeouf ha promesso di essere presente ogni sabato mattina, creando un ambiente di apprendimento aperto e collaborativo. La sua intenzione era quella di “cambiare il mondo”, offrendo uno spazio sicuro dove le persone potessero condividere le proprie storie e costruire insieme. Questo progetto ha attirato l’attenzione dei media e ha suscitato un grande interesse, portando a una partecipazione significativa da parte della comunità locale.
Il ruolo di Leo Lewis O’Neil e il materiale filmato
Leo Lewis O’Neil ha iniziato a documentare l’esperienza fin dalla prima lezione, seguendo LaBeouf con una videocamera. L’attore ha incoraggiato O’Neil a filmare ogni aspetto della scuola, creando così un archivio visivo di momenti significativi. Questa decisione ha permesso di catturare non solo le dinamiche positive del gruppo, ma anche le tensioni e i conflitti che si sono sviluppati nel corso delle lezioni.
Il documentario, che ha visto la luce dopo la chiusura della scuola nel novembre 2020 a causa della pandemia di COVID-19, include scene che mostrano LaBeouf in situazioni di conflitto. O’Neil ha rivelato che il filmato include diversi episodi in cui l’attore ha avuto reazioni violente nei confronti dei membri del collettivo. Questi momenti controversi sono stati parte integrante del racconto, offrendo uno sguardo onesto e diretto sulla complessità della personalità di LaBeouf e sull’impatto che ha avuto sugli studenti.
Controversie e approvazione del documentario
Un episodio significativo presente nel montaggio finale del documentario mostra un alterco tra LaBeouf e uno studente di nome Zeke. In questo momento, LaBeouf si mostra particolarmente aggressivo, battendo i pugni sul tavolo e urlando frasi provocatorie. Questo tipo di interazioni ha sollevato interrogativi sulla gestione delle emozioni all’interno della scuola e sul ruolo di LaBeouf come insegnante.
O’Neil ha confermato che LaBeouf ha dato la sua piena approvazione per la realizzazione del documentario, senza alcun intervento editoriale da parte sua. Questo aspetto ha suscitato discussioni riguardo alla responsabilità artistica e alla rappresentazione della violenza nel contesto educativo. La decisione di mantenere le scene di conflitto nel montaggio finale ha reso il film un’opera controversa, ma anche autentica, capace di stimolare riflessioni su temi complessi come la creatività, la vulnerabilità e i limiti dell’insegnamento.
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